Disorder/
Lavender /

Un’amica mi regalò un mazzo di lavanda in un pomeriggio di fine giugno e il suo profumo mi ricordò il calore della casa dei nonni in pieno agosto, i vasetti d’acqua e tre spighe di lavanda essicata accanto al vecchio telefono a manovella e quel tavolino rotondo dal vetro sporco e i contorni in legno scuro, gli albicocchi in fiore e la purezza bambina. Non siamo altro che contenitori di ricordi schiacciati gli uni contro gli altri nel caos della vita, sommozzatori erosi dall’imbarazzo del restare troppo a lungo in superficie, anime irrequiete che rincorrono idee prodigiose e non appena gli viene dato di sfiorarne la superficie finissima, ecco che impaurite si ritraggono e tornano a giocare a nascondino fra i tronchi secolari di un parco di città. “Vale la pena rischiare ogni tanto” continuavo a ripetermi e crollavano di colpo le impalcature interiori e le personalità fallaci aggiustate fra tempo e lacrime. Per ingannare l’attesa corremmo fra l’erba alta con pochi vestiti e aliti di vento freddo sulla pelle a ricordarci quanto tutto ciò fosse reale e tangibile. Maschere ossute che andavano sbriciolandosi nella brezza di un pomeriggio di fine giugno “Andiamo a vedere un tramonto che non c’è?” ti chiesi, “Perchè no” mi risposi col volto rigato da una tiepida luce che filtrava attraverso gli arbusti. Una timida quiete mi spinse a chinarmi a terra e ad afferrare il mazzo di lavanda odoroso coprendomi volutamente il viso. Mi preparo a congelare l’essenza di quel gesto, gli occhi spalancati tentano di farsi strada attraverso i molti ingarbugliati sentieri tracciati dagli steli, il corpo immobile, mi pare di intravedere forse finalmente qualche sparuto guizzo di verità. Qualche istante rapido e sconnesso e la vista pare come offuscarsi al calar della sera. Ci incamminiamo in silenzio verso casa. Un mazzo di lavanda fresca in un sacchetto della spesa come metafora di vita. Le parole di Ettore Sottsass risuonano ancora nell’aria fresca di giugno “se è vero che l’arte è stata inventata per accompagnare la gente nelle illusioni della vita.”

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”[…] Come dire, ragazzi, dissi, che vedevo gli sforzi e i sogni tutti confusi in un unico fallimento, e che questo fallimento si chiamava allegria.”

taylorburk:

A random couple sitting on an old tree on the beach in Vancouver.

taylorburk:

A random couple sitting on an old tree on the beach in Vancouver.

Rircordi di afose fughe veneziane.

Rircordi di afose fughe veneziane.

#biennale d'arte #venezia #venice #afternoon tea #break #art exhibition #great britain #milk #lovely
There is nothing prettier than a city at 5 AM with its empty streets and cold wind. by (via s-29)

(Source: hazelhirao, via starshapedsunflower)

(via ariannnne)

Tonnellate di biglietti e treni e cartine stropicciate a dividerci. Ma ti guardavo scarabocchiare su distese di carta gialla a riempire le attese interminabili nel solito bar all’angolo in stazione a Bologna Centrale.

#pensieri #frammenti #vita #amore #parole #noi #attese #stazioni #bar #disegni #scarabocchi #carte #distanze #riflessioni #bologna

And then my sould saw you and it kind of went “Oh, there you are. I’ve been looking for you.”

(Source: riri-neko, via oktoberkind)

#fog #giornate #così #nebbia #cieli grigi

(Source: digital-decay, via fromasoapbox)

#green power #plants #lovely #stuff
thebreakfastjumpers:

Afternoon tea with a view :)

All I want right now.

thebreakfastjumpers:

Afternoon tea with a view :)

All I want right now.

(Source: web.stagram.com, via bohemiansagittaire)

#tea #afternoon

Sometimes you meet a person and you just click - you’re comfortable with them, like you’ve known them your whole life and you don’t have to pretend to be anyone or anything.

If you command me to do something that I was already planning on doing the chances of me doing that thing automatically drop to zero.

(Source: brobecks, via thetwerkingpasta)

alldaytunes:

reblogging things of myself because suck my dick

alldaytunes:

reblogging things of myself because suck my dick

(Source: alldayfans)

#allday #alldeezy #steeze #aussie

It’s all fucked. And yet here we stay, fucked. We’re waiting, you know? For our lives to start.

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